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FANTOMATICO ‘ABOUT’

Se il fantomatico ed irrinunciabile ‘writing about’ del proprio sito serve a spiegare con parole quel che il sito stesso rappresenta con le immagini, e bisognerebbe essere sintetici…. allora avete sbagliato sito. Abbandonatelo subito! .

Se date per scontato che nel web è obbligatoria la sintesi e la velocità… continuate a sbagliarvi. Questo è un sito prolifico che s’addentra in un labirinto che ha ormai 25 anni. Al limite potete ‘sfogliare’ velocemente le immagini, senza leggere alcun che, liberi di muovervi, di prenderci e lasciarci.

Oppure…..

In ‘sintesi’ (ironico) basterebbe dire che sembro un inconcludente, ma in realtà ho concluso ad ogni opera. Concluso un percorso molto vivace che non finisce mai di offrirmi spunti di cambiamento, per ritrovarmi, poi, sempre me stesso. Sono un soggetto plurale, non c’è dubbio, -con la fortuna d’aver curiosità a 280°- ma mi ritrovo anche sempre piantato al centro di me stesso. Un soggetto che non ha scartato niente -o quasi- di tutto quello che in qualche modo lo ha emozionato e suggestionato poiché il ‘tutto’ -si dice- è, in realtà ‘l’uno’! Ma poi, tanto, manca sempre qualcosa!

Ecco: questa sintesi potrebbe bastare.

Ma ripercorrere -grosso modo cronologicamente- le cose diverse che mi hanno ‘preso’ in questi ultimi vent’anni, mi diverte. E’ divertente anche sapere che sono questi i casi in cui si rischia l’inebriarsi di se stessi!  L’estrema curiosità -ripeto- che m’ha accompagnato fin da ragazzino è il motivo trainante del mio operare libero e condizionato. ‘Libero’ e ‘condizionato’ non sono concetti in antitesi tra loro…. per cui, in un’altra sintesi:

In principio c’era il fumetto e l’enciclopedia illustrata. Poi la musica, il disegno e il sogno adolescenziale dei cartoni animati. Subito dopo è stata la ricerca ludica di un dio numerico e il collage surrealista a tenere banco nell’arena della mia curiosità. -Il collage surrealista, nei suoi aspetti tecnici più semplici e profondi lo praticavo già nei fumetti- senza rendermene conto. Nel frattempo maturava anche l’amore pignolo per le illustrazioni. Forse è quella leggera pignoleria che m’ha portato a voler sfidarmi con la pittura. Intanto non mi ero accorto che certe strampalate e stupide collezioni infantili di materie varie erano ancora stipate nei cassetti. Queste materie che m’attiravano nello stato infantile, mi hanno fatto scoprire la verità di un artigianato romantico che alberga anche nei futuristi più vocati alle parole sante di Enrico Prampolini. Già Fortunato Depero, senza che io lo sapessi e conoscessi, in qualche modo aveva suggestionato alcuni miei disegni e fumetti (serie: “plasticomani” ). Ho decisamente vissuto negli ultimi anni ’80 alcuni tipici condizionamenti futuristi e dadaisti.

Poi, il Simbolismo ha prevalso e, già dagli anni ’90, la parola che più ho appiccicato ai miei lavori è stata ‘totem’. Anche i ‘libri liberi’ li ho visti sempre come oggetti totemici provando ad abbinare diversi miei me nella speranza di aver trovato un sistema in cui illustrazione, collage, pittura e materia rendessero unici questi quadri. In fondo accostare due pagine scostanti tra loro o aprire un libro a caso e giocare con il dadaismo stava già nella matrice del collage surrealista.

Sembrerà esagerato se affermo che posso dividere la mia produzione libera ed estetica in: prima della Mucca Pazza e dopo. Aihmé l’episodio della sindrome di spungiforme bovina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Colmo di pena per il decadentismo del postmoderno, di schifo per il mercato irrefrenabile guerrafondaio, e per l’impossibilità di ripulire la produzione globale dall’inquinamento dilagante. L’episodio ha radicalizzato degli assunti etici e morali che albergavano pacifici in me. E di conseguenza anche la visione artistica è uscita da un disincanto ed è entrata in un altro incanto!

Con i ‘libri liberi’ avrei potuto accontentarmi di aver uno stile finalmente univoco, o una matrice che mi caratterizzasse (che è quello che fondamentalmente serve all’artista con la A maiuscola per poter essere riconoscibile, inconfondibile). Avrei potuto accontentarmi ma… (è vero che “chi s’accontenta gode”, ma sarà che viviamo in un’epoca in cui c’è tanta crisi e confusione, io godo nel non accontentarmi!) . Per cui, nel frattempo… Più per fortuna che per disgrazia, -ancora non so!- da sempre ho tenuto la buona abitudine di riempire di schizzi e di scritti le agende. Giorno per giorno ed anno dopo anno cresceva un dramma, un fossato sempre più profondo: Tra la visione irruenta e il tempo necessario per realizzare fisicamente un quadro accadeva una netta dicotomia. Improntare un mio me spontaneo sulle agende occupava un attimo, ma per realizzarlo occorreva molto tempo.  Il dramma consisteva nel riuscire a realizzare fisicamente un solo quadro per un mese -per esempio- mentre mentalmente ne avevo fatti altri diciotto -schizzati sull’agenda-.

E’ così iniziata la serie dei “Dramma che si stanno sdrammatizzando”. Lunghe file di disegnini e illustrazioni che cercano di ‘recuperare tempo’ e fare convivere in un quadro generale i numerosi quadri di un determinato periodo. Diventa così un gran gioco visualizzare le sequenze delle trasformazioni dei quadri stessi (ciò che in definitiva mi accadeva mentalmente). Contemporaneamente anche le “Riviste” (dipinti di due finte pagine aperte di riviste d’arte) mi davano la possibilità di illustrare in un solo dipinto le “mostre inesistenti” e, ancora una volta, ho creduto di aver trovato la soluzione razionale al mio pathos continuamente vincente. In fondo ‘libri’ e ‘riviste’ restavano nell’aura degli accostamenti surrealisti. Questa parentesi del “dramma che si sta sdrammatizzando” ogni tot anni mi si ripropone come urgenza: l’ultima è stata nel 2011 con “PensieroPedantementePitturese”.

Più tardi il collage di fotocopie strappate e ‘morsi’ d’agenda hanno creduto che la sintesi di un mio vero me sarebbe potuta andare avanti sempre con quell’ottimo e sbrigativo stratagemma. Per cui, il mio vero me è quello abbozzato, spontaneo e senza troppi filtri logici buttato su quella zattera alla deriva che chiamiamo ‘agenda’. Eppure ciò non era così definitivo! Una probabile mania di grandezza mi ha convinto a fare surrealismo accostando i diversi quadri -apparentemente- lontani tra loro assemblando le “formule” sulle pareti come se fossero i disegnini sul foglio -come già era successo per l’accostamento di due pagine nei ‘libri liberi’-. Le intere pareti mi suggestionarono come enormi fogli bianchi. Sempre ‘totem’, ‘libri’ e simbolismo sotto sotto.

Anche se questo tentativo di sintesi sta franando, provo a concludere nonostante il fatto che non posso dimenticare “Brumbrum” e la suggestione continua di fare delle brevi storie, delle piccole scene nei teatrini fotografici fatti in casa. Parodiando un giocattolo avventuriero spesso penso alle creature più piccole, all’infanzia in senso adulto. Al patrimonio Fantastico (quantità di fantasia) che l’infanzia ha in potenza. A quanto è importante che la maestria degli adulti debba rivolgersi in senso artistico-ludico come stimolo per concimare la fantasia dei bambini. -Sono convinto che c’è un preciso rapporto tra quanti ‘poveri’ adulti minano la pace sociale e la qualità dei giochi che hanno praticata nell’infanzia. In altre parole: Meno hanno esercitato una propria fantasia nell’infanzia e più sono adulti beceri e antisociali.

Insomma ho già detto tanto e tento una conclusione: Pathos e razio vanno a braccetto nella mia visione, nell’azione, nel troppo tempo che passa tra un quadro e l’altro. Sono un labirinto vivente, riposto nelle cose scritte, negli oggetti inventati, nei concetti, nelle fotografie, nelle materie, nei disegni schizzati sulle agende, nell’uso dei simboli.

Ho fatto questo sito per un preciso programma di democrazia partecipata. Ma se dovessi rinascere farei l’astrofisico o l’antropologo, il pedagogo dell’infanzia o il biologo, il cantastorie in un asilo ambulante che non si è mai mosso da casa! … (discipline tutte comunque magiche e, sotto sotto, surreali).

Canonici G.

TITOLI e SCRITTI

In principio era il fumetto”

I miracoli delle illustrazioni enciclopediche e il collage surrealista”

Le parole sante di Enrico Prampolini”

Totem, oggetti simbolici e Libri Liberi”

Chi è Dadouack nell’era Socialirica?” (manifesto di Cano G&L)

La ricerca di un dio numerico” (intervista di Glauco Ciano)

Fantasia-Fantascienza-Scienza”

Giro vago da girovago con Canonici G.” (Glauco C.)